Lettura cantata ( Martenot
)
Svincolare la memoria musicale dalle
memorie ausiliarie: dire i nomi delle note aiuta a ricordare i suoni per
cui poi è difficile passare al canto con le parole.
Bisogna quindi evitare di rendere
i ragazzi troppo dipendenti dal nome delle note (o delle parole del testo).
Occorre cercare di far pensare alla musica senza l’aiuto di memorie ausiliarie.
Schema operativo
Fase A gesto suono
Fase B neumi adiastematici
(cioè segnati in campo aperto)
Fase C pentagramma
Ogni fase si articola in: imitazione,
dettato, solfeggio (cantato)
Fase A: associare ai suoni gesti
opportuni (vedi esercizi di ascolto)
imitazione: i ragazzi imitano
i suoni proposti dall’insegnante, abbinati a gesti delle mani, sulla sillaba
"no";
dettato: il ragazzo "scrive"
con gesti delle mani suoni proposti dall’insegnante;
"solfeggio": il ragazzo canta
leggendo i suoni dettati con le mani dall’insegnante (è il contrario
del dettato).
Fase B: l’insegnante disegna
alla lavagna tre cerchi, di diverse dimensioni, che rappresentano i primi
gradi della scala (il più grande la tonica, il più piccolo
la sopratonica, l’intermedio la modale, secondo l’importanza funzionale)
imitazione: i ragazzi ripetono
ciò che canta l’insegnante toccando i cerchi;
dettato: l’insegnante canta
i suoni e i ragazzi, a turno alla lavagna, toccano i cerchi corrispondenti;
solfeggio: l’insegnante tocca
i cerchi e ragazzi cantano.
Fase C: trasposizione grafica
delle altezze dei suoni
su cartoncini o alla lavagna si possono
disegnare, a mo’ di grafico, combinazioni varie dei primi tre suoni della
scala che i ragazzi leggono o segnalano; dopo questa esperienza si può
passare alla scrittura sul pentagramma.
In tutti questi esercizi è
utile usare le note sol-la-si che vengono poi trasposte ad esempio sul
flauto dolce; per i bambini più piccoli è meglio invece usare
l’intervallo di 3° minore discendente (sol-mi), eventualmente integrato
con la 2° superiore (sol-la sol-mi), poiché è un intervallo
più naturale.
Dopo
aver percorso tutte le suddette fasi si può cominciare a sostituire
la sillaba "no" con i nomi delle note.